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7 ottobre 2012 intervista del Messaggero al Presidente della Lazio Pallavolo Giorgio D’Arpino

Posted on 07 agosto 2014 by ParcoColliDoro

…per non dimentricare, perchè non potremmo MAI dimenticare, riportiamo l’intervista apparsa sul Messaggero del 7 ottobre  2012 al Presidente della Lazio Pallavolo Giorgio D’Arpino che dichiara : “IL PALAZZETTO PORTERA’ POSTI DI LAVORO”.

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Altro che posti di lavoro, ha portato il degrado, l’abbandono, il taglio di 48 alberi, la distruzione di un parco e la sottrazione del suo utilizzo ai cittadini di Labaro.
La domanda sorge spontanea: D’Arpino, DOVE SEI ? Perchè non ripaghi del danno che hai fatto alla collettività ?
che hai preso in giro con la convivenza dei partiti politici di sinistra prima (dove si era candidato alle elezioni comunali di Roma nelle liste del PD prendendo 100 voti nel 2008, guarda caso proprio nell’anno dell’aggiudicazione della concessione)
e di destra poi con la delibera e i nulla osta che ti hanno consentito di prendere i finanziamenti del Credito Sportivo con la fideiussione del Comune di Roma.

In un paese “normale” a questa persona avrebbero prima fatto ripagare i danni creati e poi sarebbe satato giudicato dalla magistratura.
Ma si sa, in nostro tutto è tranne che un paese “normale”.

 

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INTERVISTA DEL MESSAGGERO A D’ARPINO: I CITTADINI DI LABARO RISPONDONO

Posted on 08 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Riportiamo l’intervista apparsa sul Messaggero del 7 ottobre u.s. al termine dell’articolo “UN PALAZZETTO CANCELLA IL PARCO A LABARO ESPLODE LA RIVOLTA” al Presidente della Lazio Pallavolo, la società privata che ha avuto in concessione per 42 anni la quasi totalità dl Parco di Labaro Colli D’oro per costruirci DENTRO un impianto sportivo composto da un palazzetto di 1.200 posti, piscine, campetti di pallavolo, bar, foresterie varie, che i cittadini del quartiere NON VOGLIONO che venga realizzato nel LORO parco, quindi non vogliono cemento al posto degli alberi.

 

I CITTADINI DI LABARO RISPONDONO PUNTO SU PUNTO ALLE MENZOGNE RACCONTATE DAL D’ARPINO

In risposta all intervista rilasciata dal Prof. d’Arpino al Messsaggero di ieri 7 ottobre 2012 , i cittadini residenti del Comitato Salviamo il Parco,
A gran voce ribadiscono :

1) Sono pochi esagitati
1) i pochi esagitati”quattro gatti”, hanno a disposizione 3500 firme regolarmente raccolte e protocollate, contrarie allo scempio del progetto.

2) era un posto pieno di drogati
2) nel mese di aprile u.s.é stata effettuata una pulizia straordinaria del parco da parte di  cittadini volontari .  Nulla é stato rinvenuto  (siringhe o quant altro) che avalla la tesi di “covo di  drogati” .

3) Porterà posti di lavoro
3) Prima di illudere gli abitanti del quartiere, con promesse di posti di lavoro , farebbe meglio a saldare  le sue pendenze nei confronti di fornitori ed ex dipendenti.

4) un quartiere con tanti problemi
4) definire il nostro quartiere “pieno di problemi” é un insulto ai cittadini: prima dell’ arrivo delle sue ruspe questa era un oasi di pace!

5) prima urlano e poi vengono da me a darmi i curriculum
5) individui che, come lei asserisce, le vengono a proporre un curriculum, non hanno niente a che fare con il movimento  SPONTANEO Salviamo il parco.

6) trovarsi un posto e uno stipendio da consigliere municipale
6) il suddetto movimento, non ha matrice politica : qualunque cittadino partecipa per contrastare  il degrado che porterà  la distruzione  di un polmone verde del quartiere .
D’Arpino é piombato in casa nostra,  e nel tentativo di mascherare i suoi chiari e vergognosi interessi, discredita il nostro parco definenolo Cagatore covo di brutta gente, al pari di quartieri come Scampia o il  Bronx.

Pertanto, stanchi per le  offese gratuite, i cittadini diffidano  D’Arpino a proseguire, con la sua tracotanza , ad abusare della nostra pazienza, ulteriori sproloqui offensivi, saranno valutati e denunciati alle competenti autorità giudiziarie.

Comitato salviamo il parco.

 

 

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IL MESSAGGERO: UN PALAZZETTO CANCELLA IL PARCO A LABARO ESPLODE LA RIVOLTA

Posted on 07 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Anche Il Messaggero si occupa del nostro Parco.

Sul numero di oggi 7 ottobre 2012 viene pubblicato un articolo di Francesco Oliva sul nostro Parco di Colli D’oro.
A fine articolo c’è anche una intervista al Presidente della Lazio Pallavolo, che riporteremo in un altro articolo in quanto, per le cazzate  inesattezze  che dice c’e bisogno di una riflessione a parte….

 

 

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La Repubblica 27 gennaio 2012

Posted on 23 settembre 2012 by ParcoColliDoro

Labaro, abitanti in rivolta
contro la “Casa Lazio” nella pineta

Via ai lavori per il palazzetto del volley di Lotito. Gli abitanti: “Difenderemo gli alberi”. “Hanno segnato con la vernice rossa i pini che dovranno essere abbattuti: sono più di cento”

 

di PAOLO BOCCACCI

Manifesti, sit-in e striscioni tra gli alberi nella vecchia Pineta di Labaro. Iniziano i lavori per il nuovo centro sportivo della Lazio Volley, cemento per 50 mila metri quadrati, e il quartiere si ribella. “La mattina del 6 gennaio ci siamo accorti che erano stati istallati dei pali di recinzione per l’avvio del cantiere” raccontano “e il giorno seguente ci siamo recati dai vigili dell’Ufficio Tutela Ambientale e abbiamo fatto un esposto. Il progetto prevede la costruzione di un palazzetto dello sport con l’eliminazione di ben 103 alberi del parco e servizi molto invasivi come parcheggi e strade di accesso”.

Subito scatta la rivolta. “All’inizio eravamo sbalorditi, meravigliati e confusi” scrivono in un blog “perché il Parco Labaro è un polmone verde caro a tutti noi ed è stato selezionato per questo progetto in quanto lo hanno considerato addirittura “area degradata”. Ma come è possibile far passare questo scempio per una riqualificazione?”.

E così è sorto spontaneamente un movimento di protesta guidato da un gruppo di cittadini, che, ribadiscono, “hanno a cuore il destino della pineta”. Subito è stata aperta una pagina su Facebook dal titolo “Salviamo il parco dei Colli d’Oro, con un indirizzo mail per raccogliere notizie, ed è stato deciso di organizzare un presidio con il quale hanno bloccato i lavori per un giorno. “Solo il 21 gennaio gli operai hanno messo in sicurezza l’area. La campanella d’allarme è suonata però

quando sugli alberi sono comparsi dei segni rossi che ne indicano chiaramente la destinazione ad essere abbattuti”.

Le parole d’ordine della protesta sono dure: evitare il taglio anche di un solo pino, bloccare tutti i lavori all’interno del parco, chiedere che i cittadini siano consultati per l’utilizzo del territorio pubblico ed infine cambiare in modo definitivo la destinazione d’uso del Parco di Labaro da “area verde attrezzata” a “parco pubblico”. E la battaglia è continuata con una raccolta di firme e con l’iniziativa “adotta un albero”. Prossimi appuntamenti domani e sabato 4 febbraio, sempre nella Pineta.

A denunciare la vicenda del centro sportivo della Lazio Volley, ora in costruzione dopo la vittoria di un bando il 20 settembre del 2006, con la giunta Veltroni, è Legambiente Lazio. Afferma Mauro Veronesi, responsabile del Territorio dell’associazione: “É battezzato Centro Comunale, pur essendo realizzato da privati, e la durata della concessione dell’area è di 45 anni. Dov’è l’interesse pubblico nell’operazione lanciata dall’ex giunta e riconfermata da Alemanno?”.

E Lorenzo Parlati, presidente regionale degli ambientalisti: “No alla colata di cemento nel verde, che tra l’altro potrebbe servire al patron Lotito per togliere metri cubi dall'”operazione nuovo stadio” sulla Tiberina e farsela così approvare”.

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La Repubblica 22 gennaio 2012

Posted on 23 settembre 2012 by ParcoColliDoro

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NON VOGLIAMO FARE LA FINE DI SPINACETO

Posted on 19 settembre 2012 by ParcoColliDoro

Leggete quest’articolo del Fatto Quotidiano, ha qualche attinenza con il parco di Labaro?

 

Truffe, mazzette e appalti: nuovi guai per Alemanno

Quattro arresti per il flop dei punti verdi qualità: mutui facili per cantieri mai terminati. Mentre i fondi per la lotta contro le tossicodipendenze sono finiti agli amici del sindaco

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 28 marzo 2012

Mazzette e Parentopoli: nulla di nuovo nella gestione che, da quattro anni a questa parte, il sindaco di Roma fa della cosa pubblica. Solo che ogni giorno il pozzo diventa sempre più fondo.

C’è un’inchiesta ancora all’inizio: il flop dei Punti verdi qualità, progetto che risale a Rutelli e Veltroni, poi affidato alla gestione del capo della segreteria Antonio Lucarelli che oggi giura di non occuparsene più. Tutto ruota attorno allo sviluppo di aree verdi cittadine, dotate di attrezzature sportive, affondato nel pantano di lavori non ultimati e in una truffa culminata ieri con l’arresto di due noti imprenditori e due architetti in servizio presso Roma Capitale. I due imprenditori, Marco Bernardini e Massimo Dolce, sono amministratori della Maspen Center Sport srl, società concessionaria per la realizzazione del “Parco Spinaceto”. Gli architetti sono invece Stefano Volpe e Annamaria Parisi, marito e moglie, e lavorano presso l’ufficio tecnico del Comune. La Finanza ha eseguito 25 perquisizioni in uffici e case di una dozzina di indagati. La truffa nel 2011 è già costata alla giunta capitolina almeno 11 milioni di euro, sborsati per coprire mutui agevolati, concessi dal Credito cooperativo, grazie a fideiussioni garantite dal Comune che si ritrova proprietario di cantieri abbandonati, e titolare di mutui non pagati dagli imprenditori che ne avevano beneficiato al solo scopo di entrare in possesso dei sostanziosi anticipi. Tra i reati contestati la truffa aggravata, il falso ideologico e materiale e la corruzione. A dare avvio all’inchiesta sono state le denunce presentate dall’architetto Annunziato Seminara, titolare della Euroimpresa, e dall’imprenditore Sergio Cerqueti, titolare della Tecma, improvvisamente accortisi che ingenti somme di denaro venivano movimentate a loro insaputa sui conti correnti aziendali. Somme corrisposte dal Credito Cooperativo, a titolo di mutuo per i lavori del Parco Spinaceto, che Dolce e Bernardini intendevano così distrarre dalla loro destinazione.

….continua a leggere sul sito

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Comitato Colli D'oro


Contatore alberi abbattuti


tempo trascorso dell'inizio dei tagli:

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