Archive | LO SCANDALO DEL VERDE PUBBLICO A ROMA

DISASTRO AMBIENTALE SU ROMA

Posted on 02 gennaio 2013 by ParcoColliDoro

Sta per abbattersi  su Roma una manovra urbanistica pesantissima che porterà conseguenze inimmaginabili  sull’ambiente e sul tessuto sociale della nostra città.

bomba

Si tratta di una serie di Delibere che saranno sottoposte al voto del Consiglio Comunale senza una adeguata pianificazione né una approfondita valutazione della sostenibilità ambientale. Una manovra urbanistica che si presenta come un vero e proprio nuovo Piano Regolatore, che peggiora quello del sindaco Veltroni – già fortemente criticato da comitati e associazioni – di cui si appresta a diventare una variante generale.

Eccone solo alcune delle tante:

  • Le Nuove Aree di Riserva in Agro Romano (oltre 2.300 ettari di agro romano potrebbero determinare una una capacità edificatoria di circa 23 Milioni di MC in pieno contrasto con il Piano Territoriale Paesistico);
  • Delibera APSA- tenuta di Acquafredda – 60 ettari interni alla Riserva Naturale potrebbero determinare una una capacità edificatoria di circa 210.000 Mc di residenziale
  • Delibera M2 Santa Fumia – Via di Brava Nuova compensazione edificatoria senza alcun titolo e fuori dalle previsioni di PRG di una area fantasma denominata “M2 Santa Fumia” per oltre 140.000 Mc da ricollocare in parte a via di Brava
  • Delibera La Mandriola. La delibera in questione ricolloca il carico urbanisticocompensativo in altri ambiti e,senza nessuna legittimità giuridica (vedi sentenza del TAR del Lazio 2999/2010 ), riconosce anche nuovi diritti compensativi per ciò che attiene alla cubatura prevista quale indennizzo per accogliere le compensazioni
  • Delibera di Controdeduzione alla delibera 8/2010 Variante immobiliarista al Piano Regolatore per l’inserimento di nuovi ambiti di trasformazione urbanistica del Patrimonio Militare dismesso con previsione edificatoria per oltre 2,5 Milioni dimetri cubi senza nessuna pianificazione urbana
  • Delibera sulla centralità di Romanina – Densificazione per ulteriori 800.000 Mc. (arrivando quindi a 2 Milioni di Mc) a favore della proprietà privata a cui si concedono non si a sa a quale titolo il 70% dell’intera cubatura
  • Modifica alla Delibera 118/07- Velodromo Olimpico – Proliferazione della destinazione d’uso residenziale con un impatto pesantissimo sull’ambito del Torrino Nord in termini di carichi urbanistici e di mobilità.
  • Delibera n.129/2011: Mercati Rionali Uno scambio immobiliare tra il Comune e una ditta privata che dovrebbe fornire un imprecisato numero di alloggi per housing sociale in cambio dei tre mercati rionali in quartieri prestigiosi della città con annesse autorimesse da centinaia di posti auto.
  • Pisana- Via degli Estensi. Intervento urbanistico, in variante al PRINT del PRG/2008, che prevede la costruzione di 15 palazzi e piattaforme commerciali tra via della Pisana e via degli Estensi, su un’area complessiva di mq. 97.733, terreno originariamente agricolo destinato a ”verde pubblico e servizi pubblici di livello locale”.
  • Piccola Palocco: si è deciso di spostare le relative cubature sui terreni non edificabili di ‘Piccola Palocco’ rendendoli edificabili. Così il cemento su ‘Piccola Palocco’ aumenterà di 4 volte rispetto a quanto previsto
  • E poi : Ex-Fiera di Roma , Aree EX-DEPOSITI ATAC , Accordo di Programma Casal Boccone, Tor Bella Monaca, ecc. ecc.

L’elenco completo (in continuo aggiornamento) con tutte le Delibere all’ordine dei lavori e approfondimenti su ognuna di queste voci è sul sito carteinregola, che vi consigliamo di consultare e memorizzarlo tra i preferiti.

 

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Roma, Valle dei Casali un ecomostro a 4 stelle nella riserva naturale protetta

Posted on 02 gennaio 2013 by ParcoColliDoro

ecomostro-Valle-dei-Casali

 

 

 

 

 

Un mega albergo con centro congressi e 400 stanze, progetto risalente al Giubileo del 2000, deturpa il paesaggio nel Parco Valle dei Casali, area vincolata dal 1997

Un trionfo di cemento nel parco. Anzi, un giubileo. La storia kafkiana del gigantesco albergo, il cui profilo già ora deturpa la Valle dei Casali, polmone verde del quartiere Bravetta e pregevole prosecuzione di Villa Doria Pamphilj, inizia infatti ai tempi dell’Anno Santo. I cittadini della zona non pensavano certo che poco tempo dopo l’istituzione dell’area protetta, avvenuta nel 1997, si sarebbero trovati alle prese con un’idea a dir poco opinabile.

(leggi l’articolo completo sul sito salviamoilpaesaggio.it)

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ROMA: PUNTI VERDE QUALITA’

Posted on 20 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

 

 

Un Punto Verde Qualità incompiuto e degradato

Olgiata. L’inchiesta di “Cinque Giorni” riparte grazie alla segnalazione di un lettore del municipio XX
Un Punto Verde Qualità incompiuto e degradato

La segnalazione che riceviamo e integralmente pubblichiamo ci consente di riaprire la nostra inchiesta sui Punti Verdi Qualità. Infatti il lettore Vincenzo Leli, responsabile di un comitato municipale del Municipio XX, ci segnala un «fatto alquanto increscioso». Il nuovo Punto Verde Qualità dell’Olgiata «è diviso in due parchi: uno è finito – scrive il lettore – ma da più di un anno è ancora chiuso al pubblico, uno invece è ancora a uno stato di degrado che si commenta solamente dal vivo (vedi foto, ndr)». Il resto, le costruzioni, il centro commerciale, con relativo McDonald’s e la palestra è stato costruito ed è funzionale a pieno regime.

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Ombre anche sul PUNTI VERDE QUALITA’ della Bufalotta

Un progetto di 75.000 metri quadri, di cui è stato ultimato solo il primo stralcio di lavori
Ombre anche sul Pvq della Bufalotta

L’esposizione finanziaria del Comune per i mutui concessi e garantiti al 95% da una pesante fideiussione del Campidoglio per i Punti Verdi Qualità, potrebbe a breve divenire una vera e propria bomba finanziaria pronta a esplodere ove gli istituti eroganti, BCC e il Credito Sportivo commissariato, decidessero di vederci chiaro ma soprattutto imponessero il rientro dalle esposizioni finanziarie in sofferenza. Infatti il problema non sta solo nelle anomalie di concessione, nelle fatture gonfiate, nei lavori senza fine dei quali questo giornale sta scrivendo da mesi, ma nel fatto che molti concessionari non stanno pagandole rate del mutuo concesso senza parlare di quelli che a ridosso del fallimento o con i lavori bloccati o perché segnalati all’autorità giudiziaria (Feronia) questi soldi non li restituiranno mai.

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Casal Brunori, cemento in arrivo: cittadini perplessi

 

MUNICIPIO XII. Discusso in assemblea partecipativa il piano di zona
Casal Brunori, cemento in arrivo: cittadini perplessi

A Casal Brunori sono in arrivo 40 metri cubi di cemento. Con qualche servizio. Il completamento del Piano di zona è stato discusso martedì in sede partecipativa durante i quali i cittadini hanno espresso le loro perplessità. «La densificazione non va demonizzata, perché è una grande opportunità: serve a colmare, a fronte di una mancanza di soldi dell’Amministrazione comunale, i deficit infrastrutturali che caratterizzano ogni area di Roma».

Non deve esser stato facile, per i cittadini e le associazioni di Casal Brunori, martedì intervenute in aula consiliare per discutere delle varianti al Piano di Zona, ascoltare queste parole del Consigliere Municipale Culasso (Api). Come se non fosse bastato lo spostamento del mercato nella vallata e la realizzazione di un Punto Verde Qualità nel parco di fronte, una colata di altri 40mila mc si sta infatti per realizzare nel piccolo quartiere di Casal Brunori.

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Quegli intrecci col parco Feronia

 

I lavori del Kolbe sono stati affidati alla Edil House 80, società legata alla vicenda “Luoghi del tempo”

Allora si parte. Il punto verde Parco Kolbe è stato finalmente inaugurato (vedi articolo a pagina 2) un pò in sordina visti i tempi che corrono e senza la presenza degli augusti ospiti annunciati qualche tempo fa, sindaco e assessori. C’era solo il presidente del V Municipio Ivano Caradonna, ma tant’è, tocca accontentarsi. Se dovessimo pensare a una spartizione politica dei punti Verdi Qualità, che sicuramente c’è stata più o meno implicitamente, il Kolbe è decisamente un punto in quota alla destra.

Basta guardare alle concessionaria del PVQ “Elementi srl” che vede come socio di maggioranza la Euro Sport, mentre fra gli altri soci spiccano il deputato Claudio Barbaro, ora finiano, e Massimo Frasca a suo tempo vicino all’onorevole Andrea Ronchi. I lavori sono stati invece affidati alla Edil House 80. Ed è proprio qui uno degli aspetti più delicati che getta qualche ombra su Kolbe perché quella società incrocia la vicenda della “Luoghi del Tempo”, ovvero la concessionaria di quel PVQ del Parco Feronia che insieme a parco Spinaceto di Massimo Dolce, Olgiata e Perconti, solo per limitarci a quei PVQ che sono finiti sui giornali, hanno attirato le attenzioni dei magistrati. La Edil House 80 avrebbe emesso fatture per circa 8 milioni di lavori non corrispondenti a quelli effettivamente eseguiti. Ipotesi smentita in nostra presenza da Andrea Munno, l’imprenditore ombra che non appare nelle cariche sociali della Edil ma è di fatto l’imprenditore che ha gestito tutto l’affare Kolbe. Munno, che ha qualche precedente per bancarotta fraudolenta, ci ha assicurato di essere creditore per oltre un milione dell’Ing. Scarrozza, marito di Lucia Mokbel, e di aver emesso nei confronti della “Luoghi del tempi” solo ricevute bancarie successivamente non completamente onorate.

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Pietralata, il miraggio del Punto Verde Qualità

 

A circa 17 mesi dall’inizio dei lavori il cantiere è sospeso, l’area è degradata e preda di sbandati

Nei mesi scorsi “Cinque Giorni” pubblicò alcuni articoli inchiesta sullo scandalo dei Punti Verde Qualità che nelle intenzioni della giunta Rutelli, nel ‘95 avrebbero dovuto essere aree “di tutela e recupero ambientale del patrimonio pubblico” e un volano per l’occupazione. Oggi quelle aree, dopo i bandi pubblici per l’assegnazione in gestione, equamente spartiti fra destra e sinistra, sono diventate tutt’altro che “parchi curati e attrezzati, con servizi d’interesse aggregativo, ricreativo e sportivo, accessibili in parte gratuitamente e in parte a pagamento”. Ma lo scandalo nello scandalo è che dopo tanti anni alcuni di questi punti nemmeno risultano realizzati.

E’ il caso del parco di via Feronia, a Pietralata, Municipio V. L’area avrebbe dovuto comprendere una struttura sportiva e un parcheggio interrato, oltre a percorsi pedonali con panchine e illuminazione. Invece oggi (vedi foto) i cittadini contemplano una zona abbandonata al degrado, che di notte diventa ritrovo di sbandati e senzatetto. Secondo il progetto del Campidoglio, nell’area doveva sorgere un Punto Verde Qualità affidato a un concessionario, ma a circa 17 mesi dall’inizio dei lavori, molti si  lamentano del degrado mentre il cantiere è fermo da mesi.

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Quanto ci costeranno i Punti Verdi?

 

L’inchiesta. Il caso di via Feronia è solo la punta di un iceberg. Le anomalie dei lavori al vaglio della procura
Quanto ci costeranno i Punti Verdi?

Le anomalie nell’esecuzione dei lavori del Punto Verde di Feronia erano dunque già ben presenti agli uffici competenti del Comune se, a seguito delle  circostanziate rivelazioni di Cinque Giorni sulla possibilità di lavori mai svolti e di fatture gonfiate, già venerdì scorso un comunicato del Campidoglio faceva saper che gli atti relativi alle suddette anomalie erano già stati inoltrati alla Procura della Repubblica. Atto dovuto. Strumentale invece il solito riferimento alla esclusiva responsabilità delle precedenti Amministrazioni che non avrebbero sufficientemente vigilato. Ma gli organismi di vigilanza sul piano di gestione dei PVQ sono stati rinnovati proprio con l’avvento dell’attuale Amministrazione, cioè quasi 4 anni fa. Che cosa ha fatto nel frattempo la giunta Alemanno?

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Punti verdi, Foschi-Valeriani (Pd): a Spinaceto inquietanti illegalità

 

 “Sul tema dei Punti verdi qualità, da quanto emerge, non è più possibile oramai parlare di singole e isolate vicende ma si tratta di un vero e proprio sistema collaudato che il comune di Roma è oggi chiamato ad affrontare, chiarendo i punti che riguardano le sue strette responsabilità”. Non usano mezzi termini Enzo Foschi e Massimiliano Valeriani, rispettivamente vicepresidente della commissione Sport della regione Lazio e presidente della commissione Trasparenza del comune di Roma

Per i due consiglieri del Pd “è proprio per la superficialità della condotta dell’amministrazione di centrodestra al Campidoglio, infatti, che oggi ci troviamo di fronte a una situazione che come ha fotografato la lucida inchiesta di un noto quotidiano, presenta nuovi elementi di preoccupante proliferazione anche nel Punto verde di qualità di Spinaceto. E dopo gli imbrogli e gli intrecci emersi in quello di via Feronia, per il quale il comune è stato costretto ad inviare le carte alla Procura di Roma per le evidenti illegalità, oggi sembrano affiorare inquietanti parallelismi e dinamiche in quello di Spinaceto”.

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Le mani della destra sui punti verde

 

In quello che fu considerato un “innovativo programma” dell’amministrazione Rutelli non rimane nulla

I punti verde qualità del programma di riqualificazione ambientale proposto già con la giunta Rutelli nel ‘95, avrebbero dovuto essere aree “di tutela e recupero ambientale del patrimonio pubblico” e quello di favorire la nascita di società di gestione che costituiscano un volano per l’occupazione. In una parola: qualificazione e rilancio urbano e sociale. Ma oggi quelle aree individuate, dopo i bandi pubblici, sono diventate tutt’altro che “parchi curati e attrezzati, con servizi d’interesse aggregativo, ricreativo e sportivo, accessibili in parte gratuitamente e in parte a pagamento”. Perché di quel “a pagamento”, si è poi capito che significava “tutto” e che di “gratuitamente” non rimaneva che l’aria o poco più. In quello che fu considerato un “innovativo programma” dell’allora amministrazione comunale, oggi non rimane nei cittadini che la rabbia. In compenso hanno preso piede le attività commerciali, a solo beneficio degli assegnatari: di certi assegnatari.

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Punti verdi, ecco il museo degli orrori

 

Casi che testimoniano l’approssimazione e il ritardo nei controlli che pregiudicano la realizzazione di opere originariamente immaginate per finalità sociali.

Nel proseguire la nostra odissea fra i Punti Verdi Qualità (PVQ) citiamo oggi alcuni esempi che testimoniano l’approssimazione e il ritardo nei controlli che finiscono per pregiudicare la realizzazione di opere che dovevano avere finalità sociali ed invece si riducono a mere speculazioni su aree che saranno pure marginali e degradate, mapur sempre oggetto di appetiti immobilari.

Spesso i cantieri procedono con lentezza esasperante se non sono addirittura bloccati determinando uno spreco di risorse giustificabile solo con quei finanziamenti a bassissimo costo garantiti al 95% dal comune di Roma. In molti casi l’iniziativa imprenditoriale sfuma inevitabilmente nella speculazione se non peggio e l’impossibilità di alcuni PVQ funzionanti di restituire le rate del muto testimonia piani economico finanziari quanto meno approssimativi e di imprenditorialità discutibile.

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Punti verdi, tutta la storia dal 2006

 

Ora che il bubbone dei punti verdi qualità (PVQ) è scoppiato dilagando ormai sulle cronache romane di tutti i quotidiani, non è inopportuno ricordare ai nostri lettori i trenta articoli, servizi ed approfondimenti che Cinque Giorni ha pubblicato già dall’autunno del 2010, quando il consigliere regionale del PD Enzo Foschi presentò il suo esposto alla Procura della Repubblica. Già, perché nel bailamme della polemica politica laddove le parti si rinfacciano reciprocamente i torti e le omissioni, non emergono ancora chiaramente le dimensioni di quella che potrebbe essere la truffa del secolo, almeno per la Capitale.

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Pvq, i dolori degli “altri” concessionari

 

LO SCANDALO – Preoccupazione degli imprenditori non toccati dalle vicende giudiziarie emerse nei giorni scorsi

Era inevitabile che l’associazione dei concessionari dei punti verdi qualità levasse un grido di dolore per i suoi associati e più in generale per tutti i 17 concessionari che gestiscono realtà attive, ma anche per i nove in fase di completamento ed i 16 che hanno già pronti i progetti.

Per i 20 che attendono la delocalizzazzione, ovvero l’assegnazione definitiva dell’area avendo ottenuto la concessione, dubitiamo che si schiuda un avvenire radioso dopo lo scandalo esploso sui pvq. E di questo ha parlato ieri il presidente dell’associazione, Orlando Galimberti, in difesa del progetto originario che voleva riqualificare aree degradate liberando anche spazi verdi al pubblico. Soprattutto ha parlato in nome degli onesti, quelli che non sono stati coinvolti in vicende quali quella dell’imprenditore Massimo Dolce e dell’architetto Fabrizio Volpe.

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LA GRANDE TRUFFA: esplode lo scandalo dei Punti verde

 

Fatture false a fronte di crediti facili garantiti dal Campidoglio

Una truffa di un milione e trecentomila euro quella che ha mandato ieri in carcere alcuni funzionari e businessman dei Punti verde qualità, a seguito dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di quattro misure di custodia cautelare disposte dal gip Bernadette Nicotra per l’architetto del Comune Stefano Volpe e gli imprenditori Massimo Dolce e Marco Bernardini, mentre agli arresti domiciliari Anna Maria Parisi (architetto dello stesso ufficio).

I due imprenditori sono amministratori di fatto della Maspen Center Sport srl, società concessionaria del Comune per la realizzazione del Pvq “Parco Spinaceto” del quale ebbe modo di scrivere anche questo giornale il 10 gennaio scorso.

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Riqualificazione dei parchi di Roma: il Parco Nemorense

Posted on 23 settembre 2012 by ParcoColliDoro

Una storia simile a molte altre che riguardano la politica della riqualificazione dei Parchi di Roma, quella degli amici del Parco Nemorense.

Con questa parolina magina “RIQUALIFICAZIONE”  i nostri amministratori possono compiere  le più assurde manipolazioni al verde pubblico:

  • trasformazione di destinazioni catastali da verde urbano a verde E QUALCOSA;
  • varianti al Piano Regolatore
  • cementificazione di interi parchi.

vi invito a guardare il sito di “Quelli che il parco” nato dal comitato del Parto Nemorense, cittadini che vivono le medesime disavventure che stiamo vivendo noi di Labaro Colli D’oro.

www.quellicheilparco.it

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UDITE UDITE : La Giunta Capitolina vara il piano regolatore del verde urbano

Posted on 20 settembre 2012 by ParcoColliDoro

Roma, 13 settembre –
L’assessore all’Ambiente Marco Visconti ha comunicato in pompa magna alle agenzie di stampa, come se fosse un annuncio apocalittico che : ” La Giunta Capitolina ha approvato, su proposta sua proposta, il Regolamento del verde. Un vero e proprio “piano regolatore” del patrimonio naturale cittadino che tutela le aree verdi pubbliche e private, fissandone i criteri di gestione.
“Era ora!”  direbbero i cittadini romani, visto che Roma risulta essere una delle poche città italiane che non ha mai avuto un Regolamento del verde serio.

 

Ma poi leggendo i 5 punti principali che l’assessore cita nel suo comunicato
ci accorgiamo che 4 su 5 sembrerebbero delle prese in giro, delle ovvietà che in un paese “normale” dovrebbero già essere sottintese, e uno si chiede : “ma perchè prima non era già così?”

ve le elenchiamo:

1) La progettazione e la realizzazione di tutte le aree verdi e delle alberate stradali, anche nei comprensori privati, devono essere di qualità e tenere necessariamente conto dei fattori agronomici, ecologici, botanici, di biodiversità animale e vegetale, paesaggistici, urbanistici e le vocazioni d’uso che caratterizzano ciascun sito.

2) La scelta delle specie vegetali (alberi, arbusti, siepi, tappeti erbosi…) deve essere motivata e corretta. Occorre in particolar modo favorire i successivi interventi di gestione e manutenzione, prevedendo eventuali future interferenze con opere e strutture attigue.
 
3) Tutte le opere a verde devono essere sostenibili e limitare al massimo l’uso di energia e acqua provenienti da reti o da fonti esterne.

4) Ogni intervento urbanistico, edilizio, viario che incida su preesistenti aree verdi, o alberature, deve indicare opportune “opere di mitigazione che assicurino un positivo bilancio ambientale”.

– praticamente un’accozzaglia di frasi che non stanno a indicare nulla, e dove sarebbe questo Regolamento del verde? noi ci verrebbe spontaneo chiamarlo invece il “Regolamento dell’ovvio”

solo il 5 punto porterebbe un piccolo elemento di novità

5) Nelle aree di cantiere viene prescritta la salvaguardia delle alberature, con il divieto di scavare in prossimità delle piante e di danneggiarne la chioma o l’apparato radicale. Per questo è vietato l’uso di mezzi pesanti sui terreni dove sono presenti radici e sono rese obbligatorie apposite strutture di protezione attorno alle piante.
Le norme di tutela e salvaguardia sono accompagnate da sanzioni per chi le viola: fino a 500 euro di multa, ad esempio, per chi danneggia o abbatte alberi con una circonferenza maggiore di 50 centimetri, anche nel proprio giardino.

La novità sarebbe stata invece che chi abbatte alberi con una circonferenza maggiore di 50 centimetri dovrebbero andare in galera, perchè qualche centinaio di euro mi sembra uno schiaffo alla natura. Un’albero di tali dimensioni ci ha messo decine e decine di anni per crescere in quel modo.

Con il regolamento, commenta l’assessore Visconti, si raggiunge “un obiettivo di grande rilevanza che aumenta il regime di tutela del patrimonio naturalistico della Capitale, stabilendo norme amministrative e giuridiche indispensabili e chiare per la difesa del verde pubblico e privato”.
Le nuove regole, prosegue Visconti, “derivano dal patrimonio di esperienza del Servizio Giardini di Roma Capitale e da un importante quanto elaborato processo di partecipazione, che ha impegnato tecnici capitolini, Municipi, associazioni ambientaliste, cittadini e ordine degli agronomi”. Si tratta, conclude Visconti, “di un vero e proprio piano regolatore che, oltre a stabilire come trattare al meglio il patrimonio naturalistico, opera a garanzia della sostenibilità della Capitale, migliorandone il quadro ambientale, contribuendo al contenimento dei gas serra e del riscaldamento locale, assicurando la conservazione della biodiversità e la caratterizzazione delle piante del nostro areale”.

Whaooo che figata !!! Ma mentre Visconti annunciava queste rivoluzionarie novità nel Parco di Labaro Colli D’oro nel cantiere di d’Arpino si sono tagliati, nella sola giornata di ieri ben 7 alberi

Visconti parlava e….  d’Arpino tagliava

 

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Qui c’è qualcosa che non torna!

Posted on 20 settembre 2012 by ParcoColliDoro

Cose dell’altro mondo accadono a Roma, sentite questa favola:

C’era una volta una pineta di 9 ettari,  che il Comune di Roma ricevette in convenzione urbanistica in data 18/12/1977 con destinazione “VERDE PUBBLICO”, vale a dire: “te la lascio, ma tu non devi edificarci”.
Il parco non edificabile venne così assegnato definitivamente nel 1996 al Servizio Giardini per la sua manutenzione e cura.

Nel 2006 (precisamente con Determinazione Dirigenziale nr. 2994 del 20/09/2006) il Dipartimento IV Promozione Sportiva e Impianti Sportivi decise di emanare un avviso pubblico per far realizzare e dare in concessione comunale un Palazzetto Polivalente (basket/pallavolo/pallamano/scherma e pugilato) con una tribuna di 1500 posti proprio, udite udite: nel Parco di Colli D’oro Pos. 2944

Ma, come è possibile indire una gara, un avviso pubblico dando in concessione una superfice che non è edificabile?

Ecco allora che con una Conferenza dei Servizi del 14 dicembre 2007  il Comune decide di approvare il progetto definitivo di un impianto sportivo all’interno del Piano di Lottizzazione di Colli d’Oro in concessione alla SS Lazio Pallavolo.

APPROVARE IL PROGETTO DELLA SS LAZIO PALLAVOLO SU UN’AREA NON EDIFICABILE ?
SIGNORI MA SIAMO MATTI?
E’ UN’AREA  A “VERDE PUBBLICO” ,  NO SI PUO’ !

Ecco allora la furbata, con una letterina datata 12 dicembre 2007   (più di un’anno dopo l’avviso pubblico) il Dipartimento IX Politiche di Attuazione degli Strumenti Urbanistici, consegna l’area del Parco di Colli D’oro
al Dipartimento XX IV Sviluppo Impiantistica Sportiva dicendogli: ti consegno Colli d’Oro per costruirci dentro il Palazzetto, …ah dimenticavo….  poi provvedi tu alla modifica della destinazione da “Verde Pubblico” a “Verde Sportivo”.

SIGNORI MA CAPITE BENE COSA HANNO FATTO?
Hanno messo un’anno prima al bando un’area che non poteva essere edificata, e approvano addirittura il progetto di edificazione prima che la zona sia edificabile, perchè  con questa lettera viene espressamente provato che alla data del 12 dicembre 2007  il Parco di Colli d’Oro SICURAMENTE era ancora “Verde Pubblico” cioè non edificabile!

E come se mettessi in vendita  una cosa che ancora non ho, “…tanto poi provvedo io”

…da Procura della Repubblica, non trovate?

 

 

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Roma. Esplode lo scandalo dei Punti Verdi

Posted on 19 settembre 2012 by ParcoColliDoro

Lo ’Scandalo” dei Punti Verdi Qualità: solo un episodio della gestione irresponsabile del verde cittadino che va avanti da vent’anni .

 Una macchia incancellabile degli assessori ‘Verdi’ al governo con Rutelli e Veltroni e l’incapacità culturale e amministrativa della giunta Alemanno ad uscire da una pesante eredità..

1-     L’origine del problema

 

I Punti Verdi Qualità (PVQ) furono decisi nel 1995, a metà della prima giunta Rutelli,per trovare una soluzione alla mancanza di risorse nella manutenzione del verde urbano. Il problema aveva origine dal fatto che i nuovi quartieri periferici sorti durante gli anni 80 avevano inglobato nel verde pubblico aree precedentemente adibite al pascolo delle pecore, un’attività economica molto diffusa nell’Agro Romano. Sino ai primi anni 90, la crescita dell’erba (causa principale degli incendi nell’area metropolitana) era tenuta sotto controllo dal pascolo e, in alcune zone, dalla raccolta del fieno effettuata senza regolamento da parte di imprenditori agricoli. Queste attività vennero in seguito, scoraggiate dal Servizio Giardini e , in parte, cessarono spontaneamente per esaurimento o trasformazione della pastorizia tradizionale.   Il risultato è che il Comune di Roma doveva provvedere al taglio dell’erba sugli enormi appezzamenti acquisiti facendo i conti, tra l’altro, con una forte riduzione dl personale del Servizio Giardini. Inoltre, le tariffe applicate alle ditte appaltatrici erano spropositate: per la manutenzione di una superficie di 20 ettari  veniva riconosciuto un compenso equivalente ai sessantamila euro, di fronte ad un onere effettivo, per l’impresa, che arrivava, al massimo, a cinquemila. C’è il sospetto che i dirigenti del Servizio Giardini fossero stati di manica così larga con le principali aziende romane del settore in cambio di qualcos’altro. Secondo l’Oikos, (che presentò a riguardo un esposto alla magistratura finito nel nulla) questo qualcosa poteva essere rappresentato da una rivista molto lussuosa (ma non diffusa nelle edicole) nel cui comitato di redazione figuravano i dirigenti del Sevizio Giardini e che, nonostante la scarsa tiratura, otteneva forti somme per le inserzioni pubblicitarie erogate dalle ditte che avevano appalti con il Comune di Roma. Il caporedattore di questa rivista, sino agli inizi degli anni ’90, era l’architetto Stefano Mastrangelo, del quale parleremo più avanti. 

 …continua a leggere sul sito

 

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NON VOGLIAMO FARE LA FINE DI SPINACETO

Posted on 19 settembre 2012 by ParcoColliDoro

Leggete quest’articolo del Fatto Quotidiano, ha qualche attinenza con il parco di Labaro?

 

Truffe, mazzette e appalti: nuovi guai per Alemanno

Quattro arresti per il flop dei punti verdi qualità: mutui facili per cantieri mai terminati. Mentre i fondi per la lotta contro le tossicodipendenze sono finiti agli amici del sindaco

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 28 marzo 2012

Mazzette e Parentopoli: nulla di nuovo nella gestione che, da quattro anni a questa parte, il sindaco di Roma fa della cosa pubblica. Solo che ogni giorno il pozzo diventa sempre più fondo.

C’è un’inchiesta ancora all’inizio: il flop dei Punti verdi qualità, progetto che risale a Rutelli e Veltroni, poi affidato alla gestione del capo della segreteria Antonio Lucarelli che oggi giura di non occuparsene più. Tutto ruota attorno allo sviluppo di aree verdi cittadine, dotate di attrezzature sportive, affondato nel pantano di lavori non ultimati e in una truffa culminata ieri con l’arresto di due noti imprenditori e due architetti in servizio presso Roma Capitale. I due imprenditori, Marco Bernardini e Massimo Dolce, sono amministratori della Maspen Center Sport srl, società concessionaria per la realizzazione del “Parco Spinaceto”. Gli architetti sono invece Stefano Volpe e Annamaria Parisi, marito e moglie, e lavorano presso l’ufficio tecnico del Comune. La Finanza ha eseguito 25 perquisizioni in uffici e case di una dozzina di indagati. La truffa nel 2011 è già costata alla giunta capitolina almeno 11 milioni di euro, sborsati per coprire mutui agevolati, concessi dal Credito cooperativo, grazie a fideiussioni garantite dal Comune che si ritrova proprietario di cantieri abbandonati, e titolare di mutui non pagati dagli imprenditori che ne avevano beneficiato al solo scopo di entrare in possesso dei sostanziosi anticipi. Tra i reati contestati la truffa aggravata, il falso ideologico e materiale e la corruzione. A dare avvio all’inchiesta sono state le denunce presentate dall’architetto Annunziato Seminara, titolare della Euroimpresa, e dall’imprenditore Sergio Cerqueti, titolare della Tecma, improvvisamente accortisi che ingenti somme di denaro venivano movimentate a loro insaputa sui conti correnti aziendali. Somme corrisposte dal Credito Cooperativo, a titolo di mutuo per i lavori del Parco Spinaceto, che Dolce e Bernardini intendevano così distrarre dalla loro destinazione.

….continua a leggere sul sito

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Comitato Colli D'oro


Contatore alberi abbattuti


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