Categoria : INIZIATIVE SUL PARCO

AUDIZIONE DEL 22 MAGGIO 2012

Postato su 20 settembre 2012 da ParcoColliDoro

 

Cronistoria del Parco

Il Parco del Labaro si inserisce all’interno del tessuto urbano della zona del quartiere di nuova edificazione denominata Colli d’oro, sito in località Labaro, nel Comune di Roma, Municipio XX.

L’area è caratterizzata da verde con alberatura ad alto fusto di specie autoctone (Pinus pinea, Quercus ilex, Tilia cordata,Cupressus macrocarpa etc) e di specie alloctone (Cupressus arizonica, Robinia Pseudoacacia etc).

Nel 1977, il Parco entra all’interno del piano di lottizzazione Colli d’oro, realizzato tramite convenzione dello stesso anno ed è destinato a verde pubblico e vincolato al fine di poter fruire della cubatura per la realizzazione di costruzioni destinate a edilizia residenziale ed a una scuola materna.

Nel 1996, l’intera area è consegnata al Servizio giardini a cui viene affidata la manutenzione.

Il 27 settembre 2006 (Prot.2994), è indetto il bando per l’assegnazione dell’area al fine della realizzazione di un impianto sportivo e nel 2007, l’area è stata assegnata al Dip. IX (Politiche di attuazione strumenti urbanistici), che cambia la destinazione da verde pubblico a verde sportivo.

Al bando per l’assegnazione dell’area di Colli d’Oro, di complessivi 54.288 mq,. partecipano due società e risulta vincitrice la S.S. Lazio Pallavolo. Della presenza della società concorrente esiste agli atti solamente un documento: un estratto di mappa con indicata a penna la zona di intervento. La motivazione, fin ora riscontrata, che giustifica l’assegnazione dell’area alla S.S. Lazio Pallavolo è l’ubicazione laterale e non centrale dell’intervento, come invece proposto dalla società concorrente.

A seguito della definitiva approvazione del nuovo PRG – 12 febbraio 2008 – l’area in questione assume la destinazione “Parchi pubblici ed impianti sportivi”.

Con Deliberazione n. 155 del 9 giugno 2010 la Giunta Comunale approva il progetto definitivo dell’impianto sportivo da realizzarsi all’interno della pineta di Colli d’Oro e il 19 luglio 2011 è approvato il progetto esecutivo.

La mattina del 6 gennaio 2012, i cittadini del quartiere Labaro si accorgevano dell’inizio dei lavori, all’interno del parco, in seguito all’installazione di pali da recinzione che indicavano l’avvio di un cantiere non segnalato ufficialmente. Il giorno seguente i cittadini, preoccupati, si recavano dai vigili, presso l’ufficio Tutela Ambientale e in seguito  dalla Polizia edilizia,  presso la sede di via Caprilli, presentando un esposto.

La popolazione residente non è mai stata informata delle intenzioni dell’amministrazione, condizione tutt’ora permanente in quanto tutte le notizie relative al progetto sono state reperite solo su iniziativa privata e personale dei residenti costituitisi in “Comitato spontaneo  Parco del Labaro”, acquisizioni che hanno anche comportato  oneri economici a carico dei cittadini stessi.

Il Comitato ha lanciato una raccolta firme (corredate di numero di documento) che ha lo scopo di:

  1. Evitare il taglio degli alberi;
  2. Bloccare i lavori all’interno del parco;
  3. Pretendere a norma di legge che i cittadini siano considerati parte attiva delle decisioni circa l’utilizzo del territorio pubblico;
  4. Riportare la destinazione d’uso del Parco del Labaro da “area verde attrezzata” a “parco pubblico” in maniera definitiva, al fine di salvaguardare l’ultimo baluardo della vecchia pineta del Labaro.

Breve descrizione del progetto

Il progetto prevede la realizzazione di:

  • un edificio per la palestra di pallavolo e pallacanestro con tribune per 1.100 posti e sevizi per il pubblico (posti spettatori, servizi igienici ecc.);
  •  la hall;
  •  tre locali dedicati alla muscolazione (leggi palestre) completi di spogliatoi e locali destinati ai servizi di supporto (pronto soccorso, uffici amministrativi ecc.);
  •  parcheggi (350 posti auto);
  •  un edificio in aderenza, per le attività natatorie, destinato ai servizi di supporto per le stesse (spogliatoi, pronto soccorso, uffici amministrativi, locale bar ecc.);
  •  zona benessere e massaggi;
  •  impianto natatorio scopribile (1 piscina 12,5 x 6 m., 1 piscina 25 x 12,5 m. e copertura);
  •  campo volley esterno con tribune;
  •  edificio foresteria;
  •  un giardino giochi bambini (già esistente all’interno dell’area in concessione).

Scopo del progetto

 Il progetto avrebbe lo scopo di sopperire alla mancanza di servizi di carattere locale e sovralocale.

 Servizi di carattere locale

La VIA (rilasciata in data 18 maggio 2009 dalla Regione Lazio, Dipartimento Territorio, Direzione Regionale Ambiente e Cooperazione tra i Popoli), nel motivare e giustificare la realizzazione dell’impianto sportivo comunale, cita testualmente:

“le palestre presenti nelle strutture scolastiche consentono a malapena lo svolgimento dell’attività didattica e non sono quindi disponibili né adeguate per altre attività… i cittadini potranno trascorrere del tempo tra attività sportive e brevi passeggiate lungo i percorsi pedonali… pensati e disegnati con un’attenzione particolare a bambini, anziani e persone diversamente abili…”.

In realtà, l’unica cosa comunale è il terreno .

Di fatto la struttura si configura come privata e il concessionario può sostanzialmente farne ciò che vuole in merito alle modalità di accesso, alla recinzione e ai servizi offerti.

Per quanto concerne le tariffe, considerando che esse sono state definite nel 2006, non appaiono “comunali”: 40 euro per l’iscrizione annue e 85 euro al mese per fruire dell’intero pacchetto servizi; mentre i servizi offerti dalle scuole e dai centri sportivi già esistenti sul territorio sono agli occhi dei cittadini più che sufficienti.

Servizi di carattere sovralocale

E’ necessario ricordare che all’origine del progetto vi erano tre eventi di carattere internazionale:

–         mondiali del nuoto;

–         mondiali di pallavolo;

–         olimpiadi 2020.

I primi due hanno già avuto luogo e il terzo non avrà luogo a Roma.

Sono prive di un valido fondamento o comunque vengono meno entrambe le motivazioni che erano alla base della scelta della realizzazione del progetto.

Piano finanziario e spese previste per la realizzazione del progetto

La spesa complessiva prevista per la realizzazione dell’intervento è pari ad euro 10.548.467,98 a totale carico del concessionario SS Pallavolo Lazio, così come previsto dal regolamento sugli Impianti Sportivi Comunali (Deliberazione del Consiglio Comunale n. 107/2022).

Con deliberazione del Consiglio Comunale n. 108 del 30 novembre 2009, è stata rinnovata la convenzione per la concessione di finanziamenti agevolati per la realizzazione e/o potenziamento di impianti sportivi su aree di proprietà comunale, stipulata tra il Comune di Roma, l’Istituto per il Credito Sportivo ed il CONI, prevedendo il limite massimo di euro 6,5 milioni per il finanziamento.

Con nota prot. n. 632 del 10 febbraio 2010, la Direzione Sviluppo e Promozione dello Sport del Dipartimento Tutela Ambientale del Verde, tenuto conto della deliberazione del Consiglio Comunale sopradetta, ha posto il limite di euro 5.000.000 all’ammontare della garanzia fidejussoria per il progetto in oggetto.

Pertanto gli interventi vengono suddivisi in due stralci funzionali del costo di euro 5.250.000 circa.

  • I lotto funzionale:

un edificio per la palestra di pallavolo e pallacanestro con tribune per 1.100 posti e sevizi per il pubblico (posti spettatori, servizi igienici ecc.);

la hall;

tre locali dedicati alla muscolazione (leggi palestre) completi di spogliatoi e locali destinati ai servizi di supporto (pronto soccorso, uffici amministrativi ecc.);

parte dei parcheggi.

  • II lotto funzionale:

un edificio in aderenza, per le attività natatorie, destinato ai servizi di supporto per le stesse (spogliatoi, pronto soccorso, uffici amministrativi, locale bar ecc.);

zona benessere e massaggi;

impianto natatorio scopribile (1 piscina 12,5 x 6 m., 1 piscina 25 x 12,5 m. e copertura);

campo volley esterno con tribune;

edificio foresteria;

un giardino giochi bambini (già esistente all’interno dell’area in concessione).

Piano economico finanziario

 Il Piano economico finanziario, approvato dall’amministrazione del Comune di Roma, prevede un numero di tesserati, a partire dal primo anno, di ben 4000 unità.

Bisogna ricordare che nel nostro quartiere non vivono 4000 persone in condizioni fisico-economiche tali da permettersi la frequentazione di questo centro (il Circolo di zona più importante, il Veio Sporting club non raggiunge i 500 iscritti).

Il raggiungimento di tale numero di iscritti sembra la condizione per il conseguimento dei mezzi economici necessari alla realizzazione della seconda fase del progetto, parte non coperta dalla fidejussione comunale.

Solo il primo lotto funzionale dunque risulta ad oggi finanziato e coperto da fideiussione, mentre la successiva realizzazione dell’impianto natatorio potrebbe apparire superflua ove inserita in un territorio che di centri sportivi dotati di piscine ne conta almeno tre.
 

 Impatto ambientale sull’area

La pineta di Colli d’Oro – terreno originariamente acquistato dai soci dell’omonimo consorzio per il rispetto degli standard urbanistici – si estende per circa 60.000 mq., 54.288 mq dei quali consegnati, dal marzo 2010, al concessionario.

Dei 54.288 mq consegnati, circa 6.000 mq sono interessati dall’edificazione del palazzetto  delle palestre e dei relativi servizi, a questi si sommano quelli destinati ai 350 parcheggi ed alla relativa viabilità; da ciò si evince, riferendosi agli attuali standard urbanistici che quest’ultima area occuperà circa altri 8.000 mq, calcolando 4.500 mq per i parcheggi e 3.550 per la viabilità dei servizi, quindi in totale si tratta di un intervento che interessa 14.000 mq.

Come risulta dalla VIA, “ l’indagine vegetazionale ha dimostrato una interferenza diretta su 123 individui vegetali, prevalentemente arborei”, con l’obbligo di recupero e reimpianto di diverse decine di individui arborei di specie locali interessati ai lavori.

Al di là della effettiva, remota possibilità di ripiantumazione e ricollocazione di pini ad alto fusto in altra zona del parco, l’impatto sulla vegetazione esistente appare comunque tutt’altro che trascurabile.

Il capitolato speciale indica invece 56 alberi interessati dall’intervento e nel paragrafo “conservazione e recupero piante” la S.S. Lazio Pallavolo si impegna a zollare le piante interessate dall’intervento e destinate al trapianto almeno un anno prima dell’inizio dei lavori (non si fa qui distinzione tra la prima e la seconda fase).

Ad oggi, però, non ci sono tracce di zollature.

Il computo metrico estimativo fa riferimento a 20 alberi nella prima fase e 20 alberi nella seconda quindi 40 alberi.

Nella relazione generale redatta dall’Arch. Gnozzi risulterebbero interessati 49 alberi come da foto aerea allegata con individui vegetali contrassegnati.

A titolo di conoscenza si riportano anche le affermazione del Presidente della S.S. Lazio pallavolo, il Sig. D’Arpino a rappresentanti del Comitato Spontaneo “Gli alberi abbattuti saranno 7/8 e sono solo 4 zeppi”.

Le numerose affermazioni documentate e/o riportate mettono in evidenza come su un tema tanto sensibile ci sia una confusione di dati veramente eclatante.

Una percentuale di superficie del parco, approssimativamente stimabile attorno al 25%, sarà interessata da cementificazione, dalla viabilità e dai parcheggi; tale circostanza potrà ulteriormente ridurre la capacità di assorbimento delle acque pluviali, con potenziale danno sulle zone limitrofe (via Dalmine e via Frassineto su tutte), già pesantemente sofferenti davanti a fenomeni pluviali importanti.

Tenuto conto che

In nessuna circostanza, dall’agosto del 2006 al gennaio 2012 – mese di inizio degli scavi per le verifiche archeologiche prescritte – gli abitanti del quadrante interessato all’opera hanno ricevuto comunicazione dell’intenzione, da parte di un privato e del Comune di Roma, di utilizzare un importante polmone verde come superficie di edificazione di un palazzetto dello sport ed altro.

Mai, quindi, sono stati resi pubblici i termini della convenzione esistente tra Roma Capitale e la S.S. Lazio Pallavolo, né tantomeno è dato ad oggi sapere per quanti anni sia dato l’impianto in gestione alla S.S. Lazio Pallavolo.

Il comma 2, art. 3 del Regolamento del Municipio così recita: “Nella prospettiva della piena attuazione dei Comuni Metropolitani nell’area metropolitana di Roma, il Municipio sperimenta forme di partecipazione ed iniziativa da parte dei cittadini al fine di una più profonda attuazione dei principi di democrazia, trasparenza e decentramento” ed Il PRG di Roma, approvato in via definitiva nell’anno 2008 ribadisce il medesimo principio.

In data 10 marzo si è svolta, presso l’istituto Pascal, un’assemblea cittadina alla quale tutte le istituzioni interessate erano invitate a partecipare. L’assemblea, partecipata da centinaia di residenti del quartiere – i quali già riunitisi in comitato hanno raccolto quasi 3.000 firme a difesa della pineta – ha avanzato, in modo fermo e civile, rivendicazioni perfettamente in linea con il principio espresso al punto precedente. Ha chiesto cioè a Comune e Municipio di farsi parte attiva nella costituzione di un tavolo che possa mettere a confronto le istanze dei cittadini, quelle del concessionario e quelle della pubblica amministrazione.

Il Consiglio del Municipo Roma XX ha deliberato all’unanimità in data 19 Marzo 2012 che il Presidente e la Giunta si facciano solerti promotori, presso gli assessorati competenti di Roma Capitale, della pronta istituzione di un tavolo di confronto tra Amministrazione, concessionario e cittadini residenti nel quadrante interessato all’opera in questione.

L’attesa di iniziative da parte del XX Municipio ed in particolare da parte del suo presidente Gianni Giacomini è stata sistematicamente frustrata in quanto lo stesso non ha dato corso a nessun tipo di azione in nessun senso, tanto da far pensare ad una suo atteggiamento contrario alla nostra iniziativa nonostante le sue dichiarazioni e le promesse di impegno fatte.

 

 

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Comitato Colli D'oro


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