Archive | ottobre, 2012

UN CONDOMINIO ASSEDIATO DALLE RUSPE

Posted on 30 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Incredibile ma vero! UN CONDOMINIO ASSEDIATO DALLE RUSPE E SOTTERRATO DALLA TERRA.
Queste foto scattate il 23 ottobre alle 15,00 ci sono state inviate da un condomino di via Trasaghis, 5 che, dal proprio balcone ha visto una ruspa del cantiere che stava tranquillamente sbancanto e scaricando nel giardino del suo condominio la terra dei lavori del cantiere, che come potete vedere dalle immagini usa come confine il muretto di proprietà dei condomini di via Trasaghis. Immediatamente sceso ha scattato queste serie di foto che vi mostriamo e che dimostrano come da un giorno all’altro gli abitanti di Via Trasaghis si sono visti nascere davanti al loro perimetro un muro di terra alto tre metri che ha in pratica oscurato la loro vista.

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IL PARCO IN DIRETTA : 23 ottobre 2

Posted on 23 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Sembra di essere atterrati in un cratere di qualche pianeta della galassia nel bel mezzo di una costruzione spaziale.

Tanti piccoli uomini e mezzi che si muovono freneticamente su e giù per costruire qualcosa di segreto.

23 10

 

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IL PARCO IN DIRETTA

Posted on 22 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Reportage fotografico di sabato 20 ottobre 2012
Direttamente dai nostri balconi pubblicheremo tutti gli aggiornamenti che evvengono sul parco. Sono stati loro che son voluti venire sotto le nostre finestre, mica li abbiamo chiamati noi.
e la domanda sorge spontanea : MA CI SIETE VENUTI O VI CI HANNO MANDATI?

parcoindiretta

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ARRIVA IL CEMENTO

Posted on 21 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Oggi 20 ottobre 2012 nel cantiere c’è una frenetica attività: 2 camion, una ruspa, una gru, cemento a gogo, decine di operai, non si è mai lavorato anche di sabato ed ad un ritmo così.

ARRIVA IL CEMENTO

lo scorso anno le foto del parco imbiancato erano queste

ora il parco imbiancato è questo

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ROMA: PUNTI VERDE QUALITA’

Posted on 20 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

 

 

Un Punto Verde Qualità incompiuto e degradato

Olgiata. L’inchiesta di “Cinque Giorni” riparte grazie alla segnalazione di un lettore del municipio XX
Un Punto Verde Qualità incompiuto e degradato

La segnalazione che riceviamo e integralmente pubblichiamo ci consente di riaprire la nostra inchiesta sui Punti Verdi Qualità. Infatti il lettore Vincenzo Leli, responsabile di un comitato municipale del Municipio XX, ci segnala un «fatto alquanto increscioso». Il nuovo Punto Verde Qualità dell’Olgiata «è diviso in due parchi: uno è finito – scrive il lettore – ma da più di un anno è ancora chiuso al pubblico, uno invece è ancora a uno stato di degrado che si commenta solamente dal vivo (vedi foto, ndr)». Il resto, le costruzioni, il centro commerciale, con relativo McDonald’s e la palestra è stato costruito ed è funzionale a pieno regime.

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Ombre anche sul PUNTI VERDE QUALITA’ della Bufalotta

Un progetto di 75.000 metri quadri, di cui è stato ultimato solo il primo stralcio di lavori
Ombre anche sul Pvq della Bufalotta

L’esposizione finanziaria del Comune per i mutui concessi e garantiti al 95% da una pesante fideiussione del Campidoglio per i Punti Verdi Qualità, potrebbe a breve divenire una vera e propria bomba finanziaria pronta a esplodere ove gli istituti eroganti, BCC e il Credito Sportivo commissariato, decidessero di vederci chiaro ma soprattutto imponessero il rientro dalle esposizioni finanziarie in sofferenza. Infatti il problema non sta solo nelle anomalie di concessione, nelle fatture gonfiate, nei lavori senza fine dei quali questo giornale sta scrivendo da mesi, ma nel fatto che molti concessionari non stanno pagandole rate del mutuo concesso senza parlare di quelli che a ridosso del fallimento o con i lavori bloccati o perché segnalati all’autorità giudiziaria (Feronia) questi soldi non li restituiranno mai.

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Casal Brunori, cemento in arrivo: cittadini perplessi

 

MUNICIPIO XII. Discusso in assemblea partecipativa il piano di zona
Casal Brunori, cemento in arrivo: cittadini perplessi

A Casal Brunori sono in arrivo 40 metri cubi di cemento. Con qualche servizio. Il completamento del Piano di zona è stato discusso martedì in sede partecipativa durante i quali i cittadini hanno espresso le loro perplessità. «La densificazione non va demonizzata, perché è una grande opportunità: serve a colmare, a fronte di una mancanza di soldi dell’Amministrazione comunale, i deficit infrastrutturali che caratterizzano ogni area di Roma».

Non deve esser stato facile, per i cittadini e le associazioni di Casal Brunori, martedì intervenute in aula consiliare per discutere delle varianti al Piano di Zona, ascoltare queste parole del Consigliere Municipale Culasso (Api). Come se non fosse bastato lo spostamento del mercato nella vallata e la realizzazione di un Punto Verde Qualità nel parco di fronte, una colata di altri 40mila mc si sta infatti per realizzare nel piccolo quartiere di Casal Brunori.

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Quegli intrecci col parco Feronia

 

I lavori del Kolbe sono stati affidati alla Edil House 80, società legata alla vicenda “Luoghi del tempo”

Allora si parte. Il punto verde Parco Kolbe è stato finalmente inaugurato (vedi articolo a pagina 2) un pò in sordina visti i tempi che corrono e senza la presenza degli augusti ospiti annunciati qualche tempo fa, sindaco e assessori. C’era solo il presidente del V Municipio Ivano Caradonna, ma tant’è, tocca accontentarsi. Se dovessimo pensare a una spartizione politica dei punti Verdi Qualità, che sicuramente c’è stata più o meno implicitamente, il Kolbe è decisamente un punto in quota alla destra.

Basta guardare alle concessionaria del PVQ “Elementi srl” che vede come socio di maggioranza la Euro Sport, mentre fra gli altri soci spiccano il deputato Claudio Barbaro, ora finiano, e Massimo Frasca a suo tempo vicino all’onorevole Andrea Ronchi. I lavori sono stati invece affidati alla Edil House 80. Ed è proprio qui uno degli aspetti più delicati che getta qualche ombra su Kolbe perché quella società incrocia la vicenda della “Luoghi del Tempo”, ovvero la concessionaria di quel PVQ del Parco Feronia che insieme a parco Spinaceto di Massimo Dolce, Olgiata e Perconti, solo per limitarci a quei PVQ che sono finiti sui giornali, hanno attirato le attenzioni dei magistrati. La Edil House 80 avrebbe emesso fatture per circa 8 milioni di lavori non corrispondenti a quelli effettivamente eseguiti. Ipotesi smentita in nostra presenza da Andrea Munno, l’imprenditore ombra che non appare nelle cariche sociali della Edil ma è di fatto l’imprenditore che ha gestito tutto l’affare Kolbe. Munno, che ha qualche precedente per bancarotta fraudolenta, ci ha assicurato di essere creditore per oltre un milione dell’Ing. Scarrozza, marito di Lucia Mokbel, e di aver emesso nei confronti della “Luoghi del tempi” solo ricevute bancarie successivamente non completamente onorate.

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Pietralata, il miraggio del Punto Verde Qualità

 

A circa 17 mesi dall’inizio dei lavori il cantiere è sospeso, l’area è degradata e preda di sbandati

Nei mesi scorsi “Cinque Giorni” pubblicò alcuni articoli inchiesta sullo scandalo dei Punti Verde Qualità che nelle intenzioni della giunta Rutelli, nel ‘95 avrebbero dovuto essere aree “di tutela e recupero ambientale del patrimonio pubblico” e un volano per l’occupazione. Oggi quelle aree, dopo i bandi pubblici per l’assegnazione in gestione, equamente spartiti fra destra e sinistra, sono diventate tutt’altro che “parchi curati e attrezzati, con servizi d’interesse aggregativo, ricreativo e sportivo, accessibili in parte gratuitamente e in parte a pagamento”. Ma lo scandalo nello scandalo è che dopo tanti anni alcuni di questi punti nemmeno risultano realizzati.

E’ il caso del parco di via Feronia, a Pietralata, Municipio V. L’area avrebbe dovuto comprendere una struttura sportiva e un parcheggio interrato, oltre a percorsi pedonali con panchine e illuminazione. Invece oggi (vedi foto) i cittadini contemplano una zona abbandonata al degrado, che di notte diventa ritrovo di sbandati e senzatetto. Secondo il progetto del Campidoglio, nell’area doveva sorgere un Punto Verde Qualità affidato a un concessionario, ma a circa 17 mesi dall’inizio dei lavori, molti si  lamentano del degrado mentre il cantiere è fermo da mesi.

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Quanto ci costeranno i Punti Verdi?

 

L’inchiesta. Il caso di via Feronia è solo la punta di un iceberg. Le anomalie dei lavori al vaglio della procura
Quanto ci costeranno i Punti Verdi?

Le anomalie nell’esecuzione dei lavori del Punto Verde di Feronia erano dunque già ben presenti agli uffici competenti del Comune se, a seguito delle  circostanziate rivelazioni di Cinque Giorni sulla possibilità di lavori mai svolti e di fatture gonfiate, già venerdì scorso un comunicato del Campidoglio faceva saper che gli atti relativi alle suddette anomalie erano già stati inoltrati alla Procura della Repubblica. Atto dovuto. Strumentale invece il solito riferimento alla esclusiva responsabilità delle precedenti Amministrazioni che non avrebbero sufficientemente vigilato. Ma gli organismi di vigilanza sul piano di gestione dei PVQ sono stati rinnovati proprio con l’avvento dell’attuale Amministrazione, cioè quasi 4 anni fa. Che cosa ha fatto nel frattempo la giunta Alemanno?

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Punti verdi, Foschi-Valeriani (Pd): a Spinaceto inquietanti illegalità

 

 “Sul tema dei Punti verdi qualità, da quanto emerge, non è più possibile oramai parlare di singole e isolate vicende ma si tratta di un vero e proprio sistema collaudato che il comune di Roma è oggi chiamato ad affrontare, chiarendo i punti che riguardano le sue strette responsabilità”. Non usano mezzi termini Enzo Foschi e Massimiliano Valeriani, rispettivamente vicepresidente della commissione Sport della regione Lazio e presidente della commissione Trasparenza del comune di Roma

Per i due consiglieri del Pd “è proprio per la superficialità della condotta dell’amministrazione di centrodestra al Campidoglio, infatti, che oggi ci troviamo di fronte a una situazione che come ha fotografato la lucida inchiesta di un noto quotidiano, presenta nuovi elementi di preoccupante proliferazione anche nel Punto verde di qualità di Spinaceto. E dopo gli imbrogli e gli intrecci emersi in quello di via Feronia, per il quale il comune è stato costretto ad inviare le carte alla Procura di Roma per le evidenti illegalità, oggi sembrano affiorare inquietanti parallelismi e dinamiche in quello di Spinaceto”.

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Le mani della destra sui punti verde

 

In quello che fu considerato un “innovativo programma” dell’amministrazione Rutelli non rimane nulla

I punti verde qualità del programma di riqualificazione ambientale proposto già con la giunta Rutelli nel ‘95, avrebbero dovuto essere aree “di tutela e recupero ambientale del patrimonio pubblico” e quello di favorire la nascita di società di gestione che costituiscano un volano per l’occupazione. In una parola: qualificazione e rilancio urbano e sociale. Ma oggi quelle aree individuate, dopo i bandi pubblici, sono diventate tutt’altro che “parchi curati e attrezzati, con servizi d’interesse aggregativo, ricreativo e sportivo, accessibili in parte gratuitamente e in parte a pagamento”. Perché di quel “a pagamento”, si è poi capito che significava “tutto” e che di “gratuitamente” non rimaneva che l’aria o poco più. In quello che fu considerato un “innovativo programma” dell’allora amministrazione comunale, oggi non rimane nei cittadini che la rabbia. In compenso hanno preso piede le attività commerciali, a solo beneficio degli assegnatari: di certi assegnatari.

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Punti verdi, ecco il museo degli orrori

 

Casi che testimoniano l’approssimazione e il ritardo nei controlli che pregiudicano la realizzazione di opere originariamente immaginate per finalità sociali.

Nel proseguire la nostra odissea fra i Punti Verdi Qualità (PVQ) citiamo oggi alcuni esempi che testimoniano l’approssimazione e il ritardo nei controlli che finiscono per pregiudicare la realizzazione di opere che dovevano avere finalità sociali ed invece si riducono a mere speculazioni su aree che saranno pure marginali e degradate, mapur sempre oggetto di appetiti immobilari.

Spesso i cantieri procedono con lentezza esasperante se non sono addirittura bloccati determinando uno spreco di risorse giustificabile solo con quei finanziamenti a bassissimo costo garantiti al 95% dal comune di Roma. In molti casi l’iniziativa imprenditoriale sfuma inevitabilmente nella speculazione se non peggio e l’impossibilità di alcuni PVQ funzionanti di restituire le rate del muto testimonia piani economico finanziari quanto meno approssimativi e di imprenditorialità discutibile.

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Punti verdi, tutta la storia dal 2006

 

Ora che il bubbone dei punti verdi qualità (PVQ) è scoppiato dilagando ormai sulle cronache romane di tutti i quotidiani, non è inopportuno ricordare ai nostri lettori i trenta articoli, servizi ed approfondimenti che Cinque Giorni ha pubblicato già dall’autunno del 2010, quando il consigliere regionale del PD Enzo Foschi presentò il suo esposto alla Procura della Repubblica. Già, perché nel bailamme della polemica politica laddove le parti si rinfacciano reciprocamente i torti e le omissioni, non emergono ancora chiaramente le dimensioni di quella che potrebbe essere la truffa del secolo, almeno per la Capitale.

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Pvq, i dolori degli “altri” concessionari

 

LO SCANDALO – Preoccupazione degli imprenditori non toccati dalle vicende giudiziarie emerse nei giorni scorsi

Era inevitabile che l’associazione dei concessionari dei punti verdi qualità levasse un grido di dolore per i suoi associati e più in generale per tutti i 17 concessionari che gestiscono realtà attive, ma anche per i nove in fase di completamento ed i 16 che hanno già pronti i progetti.

Per i 20 che attendono la delocalizzazzione, ovvero l’assegnazione definitiva dell’area avendo ottenuto la concessione, dubitiamo che si schiuda un avvenire radioso dopo lo scandalo esploso sui pvq. E di questo ha parlato ieri il presidente dell’associazione, Orlando Galimberti, in difesa del progetto originario che voleva riqualificare aree degradate liberando anche spazi verdi al pubblico. Soprattutto ha parlato in nome degli onesti, quelli che non sono stati coinvolti in vicende quali quella dell’imprenditore Massimo Dolce e dell’architetto Fabrizio Volpe.

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LA GRANDE TRUFFA: esplode lo scandalo dei Punti verde

 

Fatture false a fronte di crediti facili garantiti dal Campidoglio

Una truffa di un milione e trecentomila euro quella che ha mandato ieri in carcere alcuni funzionari e businessman dei Punti verde qualità, a seguito dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di quattro misure di custodia cautelare disposte dal gip Bernadette Nicotra per l’architetto del Comune Stefano Volpe e gli imprenditori Massimo Dolce e Marco Bernardini, mentre agli arresti domiciliari Anna Maria Parisi (architetto dello stesso ufficio).

I due imprenditori sono amministratori di fatto della Maspen Center Sport srl, società concessionaria del Comune per la realizzazione del Pvq “Parco Spinaceto” del quale ebbe modo di scrivere anche questo giornale il 10 gennaio scorso.

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ALEMANNO E LE EMAIL ISTITUZIONALI

Posted on 20 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

I politici e internet – un binomio imperfetto

Oggi i politici si sentono sempre più emarginati nel non saper o voler usare internet come mezzo di comunicazione.
Siamo in europa tra i paesi più arretrati da questo punto di vista.

Per cercare di mascherare questa loro ignoranza  i politici fanno a gara, specie nell’imminenza di nuove elezioni,  ad aprirsi blog, pagine su facebook, su twitter e a pubblicizzare la loro email facendo credere di  “essere vicino ai cittadini e alle loro esigenze”.

Comunque, il ricorso ad internet della quasi totalità dei politici italiani come mezzo di comunicazione di massa è tutta una farsa, come tante altre bufale che raccondano pur di strappare qualche voto a gente poco informata, che ci abbocca come i pesci rossi nella boccia.

Tante fandonie, come quelle raccontate dall’ ex ministro Brunetta che credeva di informatizzare la pubblica  amministrazione mettendo in rete un paio di siti fasulli (usano internet solo come spot pubblicitari) un giochino sul gradiente del cittadino con 3 smail e facendo una circolare a tutti i ministeri imponendoli di usare la PEC la posta certificata e l’informatizzazione on line delle pratiche.

PURA DEMAGOGIA. Per fare queste cose ci vogliono finanziamenti bisogna organizzare dei corsi di informatizzazione, specie della dirigenza che si rifiuta di autoapprendere. acquistare apparecchiature, creare sistemi di rete efficienti, non basta fare una circolare che impone e basta.

La PEC non è mai decollata se non in alcune realtà. ad esempio nel comune della capitale d’Italia “Roma Capitale” esiste 1 solo indirizzo di posta certificata questo: anagraferoma@postacertificata.gov.it
e da 2 anni serve per richiedere on line SOLO due tipi di certificati anagrafici: nascita e matrimonio, E BASTA.
Nel comune della capitale 1 sola PEC per 2 soli certificati.

Stesso discorso per le email istituzionali e non, nonostante la pubblicità sul sito e sui manifesti di email per connettere i cittadini con le amministrazioni, la partecipazione, la trasparenza e baggianate del genere provate ad inviare una email a qualcuno di questi signori.

 

Sono MESI che inviamo email ai consiglieri del XX municipio, al presidente, al Sindaco, al gabinetto del Sindaco, agli assessori, ai consiglieri ai capi gruppo di tutti i partiti politici di maggioranza, opposizione e misti…. ebbene ce ne fosse stato UNO, dico UNO che avesse risposto anche con una di quelle email di risposta automatica del tipo “la ringraziomo di averci scritto, sarete ricontattati al più presto”, NULLA !!! RISPETTO PER I CITTADINI ZERO SPACCATO.

Eppure queste email erano semplici e innoque richieste di informazioni non lettere minatorie o offensive e abbiamo inserito nelle email tutti gli estremi di riconoscimento.

Ad esempio, a nome del Comitato dei cittadini di Labaro sono 3 settimane che inviamo al Sindaco di Roma una richiesta per poter presentare le 3.200 firme raccolte, ma non riceviamo nessuna risposta, nemmeno dalla segreteria o dall’ufficio di gabinetto.

NULLA DI NULLA

VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA
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TUTTI AL PARCO PER UN SABATO RI-CREATIVO

Posted on 17 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Grande successo al Parco Colli D’oro alla festa organizzata il 13 ottobre scorso davanti al cantiere nel recinto dove adesso è situato un’area dedicata ai giochi dei bambini

…che dovrà essere chiusa dal nuovo proprietario del parco ( così come ha più volte ripetuto D’arpino passando con la sua Smart davanti al cantiere:”ve ne dovete andà da qui ! questa è tutta proprietà mia” )

Comunque, dicevamo, è stato dedicato un sabato ai bambini, vittime come noi di scelte scellerate delle amministrazioni comunali e municipali, che regalano a privati un parco pubblico dove invece oggi i bambini possono giocare liberamente.
E’ stata  organizzata questa giornata per dimostrare come sia possibile utilizzare gli spazi verdi nel rispetto dell’ambiente e con proposte davvero rivolte agli abitanti, gestire il parco come luogo di ritrovo e di condivisione.

MOMENTI DI AGGREGAZIONE SOCIALE: GRANDI E PICCINI TUTTI AL PARCO a giocare e creare!!
con laboratori di pittura,carta, pasta di sale, trucco bimbi giochi, dolci e molto altro ancora!

 

piccola parentesi:

La bellissima festa con i bambini del parco è stata però rovinata da una PESSIMA FIGURA fatta dalla Polizia Municipale del XX Municipio che incuranti della presenza dei bambini ci hanno imposto, perchè non avevamo richiesto il permesso, di smontare il gazebo con l’ombrellone,  e lo abbiamo dovuto fare subito davanti ai bambini  mentre giocavano altrimenti non se ne sarebbero andati e ci avrebbero denunciati per OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO, ma vi rendete conto?
Per un’attimo ci è venuto in mente la scena di quei poliziotti che il giorno prima presero di peso quel bambino fuori dalla scuola, ovviemante l’esempio è un po’ esagerato, non c’è stata fortunatamente nessuna azione di forza (e ci mancherebbe), ma lo stile nella scelta dell’intervento della forza pubblica è simile.
Comunque, dopo aver smontato il gazebo e dopo esserci RIFIUTATI di togliere la bandiera ITALIANA (almeno quella NO!!)  se ne sono andati e la festa è potuta continuare.

Come al solito, come accade sempre più spesso in questo ultimo periodo, è bastata la solita telefonata del sig. D’arpino per farli correre “a comando” sul posto.

Vorremmo pertanto porgere una semplice domanda al sig. Comandante della Polizia Municipale della XX ed è questa:
“Egr. Sig. Comandante, come mai quando siamo noi cittadini a chiamare ai suoi uomini questi non arrivano mai o con enorme ritardo e comunque con molta calma e, invece, quando la chiama il sig. D’arpino dal suo cellulare scattate subito DI CORSA a tempo di record anche con 2 auto?
Se tutti gli interventi avessero un così rapido tempo di azione il suo sarebbe il reparto più efficiente d’Italia”

VERGOGNA !!!!

 

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MA QUALE RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO

Posted on 12 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Il Parco di Labaro Colli D’oro era un parco degradato da riqualificare?
Almeno queste erano le giustificazioni che si sono inventate i nostri amministratori (passati e presenti  non se ne salva nessuno).
Un’area degradata  da riqualificare, perciò bisogna costruirci dentro.

SIAMO STUFI DI SUBIRE QUESTE SCELTE SCELLERATE E IN MALA FEDE DEI POLITICI CHE DOVREBBERO FARE I NOSTRI INTERESSI E NON I LORO.

Chi ha deciso per tutti noi che questa era un’area da riqualificare?  Perché non lo hanno chiesto a chi ci vive e non a chi  viene da fuori e vuole solo sfruttare il quartiere?

Giudicate voi stessi da queste immagini: la prima è un’inquadratura prima del disastro ambientale e la seconda è di oggi, cioè  con la “riqualificazione” in corso d’opera, e ancora non è stata fatta la gettata di cemento, poi….. sarà anche peggio.

 

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LA RISPOSTA DELL’ASSESSORE MARCO VISCONTI

Posted on 09 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Massimo, della nostra redazione, alcune settimane fa, in occasione della comunicazione alla stampa dell’approvazione da parte della Giunta Capitolina del  “regolamento del verde”, aveva rivolto all’assessore all’ambiente Marco Visconti la seguente domanda nel suo blog :

Massimo scrive:
20 settembre 2012 alle 10:19
Egr. Sig. Assessore,
siamo molto contenti che lei abbia fatto approvare dalla Giunta Capitolina questo “regolamento del verde”, la preghiamo pertanto di voler intervenire urgentemente per fermare il taglio degli alberi attualmente in corso all’interno del Parco di Labaro Colli D’oro. Sembra un controsenso che mentra la Giunta approvava questa delibera in contemporanea nel cantiere di Labaro si perpretavano tagli indiscriminati di alberi.
Pensi che solo nella giornata di ieri, il presidio permanente che i cittadini di Labaro hanno istituito fuori dal cantiere ha contato il taglio di ben 7 alberi, sono quelli che sono stati ripresi con una telecamera dall’alto e sono usciti poi sdraiati orizzontalmente su un lungo camion.
il video che è stato messo su youtube è eloquente e significativo e dimostra senza ombre di dubbi il non rispetto del punto 5 che lei ha mensionato in questo suo blog.

5. Nelle aree di cantiere viene prescritta la salvaguardia delle alberature attraverso il divieto di scavare in prossimità delle piante, danneggiarne la chioma, o l’apparato radicale. Per questo è vietato l’uso di mezzi pesanti sui terreni dove insistono le radici e sono rese obbligatorie apposite strutture di protezione attorno alle piante.

Le saremmo grati se potesse gentilmente darci una risposta o tramite email o direttamente sul nostro blog,
in un modo o in un altro,
ci faccia conoscere la sua opinione al riguardo.
la ringraziamo

dopo alcuni solleciti ecco la sua risposta:

Marco Visconti  scrive:

28 settembre 2012 alle 08:20

Caro Massimo,
ho aperto questo spazio per avere un colloquio più serrato e diretto con i cittadini e, come hanno rilevato altri “fedeli” lettori del blog, rispondo sempre alle domande.
Su Colli d’Oro ho già avuto modo di dire che non è nelle possibilità dell’assessorato bloccare un programma varato dalla passata amministrazione. Il mio parere personale è in pieno accordo con quello del comitato.
Grazie, MV

Siamo rimasti doppiamente colpiti della risposta, sia perchè ha avuto il coraggio di risponderci e sia per la risposta che ci ha fornito: “Il mio parere personale è in pieno accordo con quello del comitato” ?

così gli abbiamo subito risposto:

Massimo scrive:
9 ottobre 2012 alle 19:58

Grazie per la risposta Sig. Assessore, temevamo che non ci degnasse nemmeno di una risposta, che invece ci ha dato, e che però ci ha anche lasciato di stucco, in quanto è vero che la gara di appalto è stata varata nel 2006 dalla passata amministrazione, ma è anche vero che la sua amministrazione ha:

  • modificato il PRG cambiando la destinazione del parco da VERDE PUBBLICO a VERDE SPORTIVO consentendo di fatto il proseguio delle procedure;
  • ha autorizzato con la delibera 155/2010 l’avvio dei lavori senza aver verificato in modo serio la consistenza dal punto di vista tecnico-finanziario del progetto e senza aver indagato sulle garanzie economiche della Società aggiudicatrice (la società sportiva Lazio pallavolo di proprietà del sig. D’arpino) che ha, guarda caso, trasformato la propria ragione sociale in società a responsabilità limitata. Come può una società a r.l. assicurare la realizzazione della seconda fase del progetto con un costo di circa 6 milioni di euro a proprie spese ?  Senza un’analisi approfondita sulla valenza tecnico-finanziario del progetto si rischia che dopo il taglio degli alberi e la colata di cemento delle fondamenta dell’impianto rimanga tutto un monumento abbandonato.

Se, come dice, dal punto di vista personale è in pieno accordo con il nostro comitato, le chiediamo allora di sostenerci economicamente (anche in forma anonima,  per non urtare i  componenti della sua Giunta)  con una donazione per le spese del ricorso al TAR con il quale chiederemo l’annullamento degli atti.

ecco la risposta

Marco Visconti scrive:
9 ottobre 2012 alle 22:08

ribadisco che sosterrò la causa.  MV

…. staremo a vedere.

 

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INTERVISTA DEL MESSAGGERO A D’ARPINO: I CITTADINI DI LABARO RISPONDONO

Posted on 08 ottobre 2012 by ParcoColliDoro

Riportiamo l’intervista apparsa sul Messaggero del 7 ottobre u.s. al termine dell’articolo “UN PALAZZETTO CANCELLA IL PARCO A LABARO ESPLODE LA RIVOLTA” al Presidente della Lazio Pallavolo, la società privata che ha avuto in concessione per 42 anni la quasi totalità dl Parco di Labaro Colli D’oro per costruirci DENTRO un impianto sportivo composto da un palazzetto di 1.200 posti, piscine, campetti di pallavolo, bar, foresterie varie, che i cittadini del quartiere NON VOGLIONO che venga realizzato nel LORO parco, quindi non vogliono cemento al posto degli alberi.

 

I CITTADINI DI LABARO RISPONDONO PUNTO SU PUNTO ALLE MENZOGNE RACCONTATE DAL D’ARPINO

In risposta all intervista rilasciata dal Prof. d’Arpino al Messsaggero di ieri 7 ottobre 2012 , i cittadini residenti del Comitato Salviamo il Parco,
A gran voce ribadiscono :

1) Sono pochi esagitati
1) i pochi esagitati”quattro gatti”, hanno a disposizione 3500 firme regolarmente raccolte e protocollate, contrarie allo scempio del progetto.

2) era un posto pieno di drogati
2) nel mese di aprile u.s.é stata effettuata una pulizia straordinaria del parco da parte di  cittadini volontari .  Nulla é stato rinvenuto  (siringhe o quant altro) che avalla la tesi di “covo di  drogati” .

3) Porterà posti di lavoro
3) Prima di illudere gli abitanti del quartiere, con promesse di posti di lavoro , farebbe meglio a saldare  le sue pendenze nei confronti di fornitori ed ex dipendenti.

4) un quartiere con tanti problemi
4) definire il nostro quartiere “pieno di problemi” é un insulto ai cittadini: prima dell’ arrivo delle sue ruspe questa era un oasi di pace!

5) prima urlano e poi vengono da me a darmi i curriculum
5) individui che, come lei asserisce, le vengono a proporre un curriculum, non hanno niente a che fare con il movimento  SPONTANEO Salviamo il parco.

6) trovarsi un posto e uno stipendio da consigliere municipale
6) il suddetto movimento, non ha matrice politica : qualunque cittadino partecipa per contrastare  il degrado che porterà  la distruzione  di un polmone verde del quartiere .
D’Arpino é piombato in casa nostra,  e nel tentativo di mascherare i suoi chiari e vergognosi interessi, discredita il nostro parco definenolo Cagatore covo di brutta gente, al pari di quartieri come Scampia o il  Bronx.

Pertanto, stanchi per le  offese gratuite, i cittadini diffidano  D’Arpino a proseguire, con la sua tracotanza , ad abusare della nostra pazienza, ulteriori sproloqui offensivi, saranno valutati e denunciati alle competenti autorità giudiziarie.

Comitato salviamo il parco.

 

 

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Comitato Colli D'oro


Contatore alberi abbattuti


tempo trascorso dell'inizio dei tagli:

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